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La balbuzie emotiva nei bambini di cosa si tratta?

Si può parlare di balbuzie emotiva? La balbuzie è un disturbo complesso che riguarda la sfera cognitivo comportamentale e interferisce sulla fluidità del linguaggio. Nello specifico, si tratta di un disturbo multifattoriale del neurosviluppo, le cui cause rientrano in un quadro complesso e al quale concorrono, appunto, diversi fattori: fisiologici, linguistici, ambientali e psico-emotivi.

Questi ultimi giocano un ruolo importante, soprattutto col passare del tempo e con l’accumularsi di esperienze negative legate a questo disturbo. Pertanto non è corretto parlare di balbuzie emotiva nei bambini e neppure negli adulti, quanto piuttosto di conseguenze della balbuzie nella sfera emotiva.

Non parliamo di balbuzie emotiva nei bambini: capiamo il perché

A questo proposito ci viene in aiuto il DSM – 5 (Manuale Diagnostico e Statistico) che ci agevola nel comprendere meglio come, in realtà, sia la disfluenza a causare ansia e non viceversa.  Accade che, indipendentemente dalla causa iniziale, il disturbo può diventare per molti un problema relazionale e creare limitazioni nell’esporsi e nella partecipazione sociale: a scuola con insegnanti e compagni di classe, durante le interrogazioni, con il gruppo di amici, nei colloqui con adulti, familiari e sconosciuti, ecc… Le esperienze negative di balbuzie già sperimentate, infatti, provocano una reazione automatica quando si rivivono situazioni simili di ansia o disagio, tanto che il bambino tende a manifestare disfluenza quando è in contesti ad elevata emotività e a sembrare essa stessa una persona emotiva (anche quando magari non lo è!) e che va in confusione a causa di questa sua ultima caratteristica. In molti casi, purtroppo, la balbuzie altera la vera personalità di chi ne soffre facendolo sembrare agli occhi degli altri come insicuro, introverso o ansioso, quando in realtà magari si tratta di una persona estroversa, competente e che sa benissimo cosa dire, ma che viene limitata dalla disfluenza e da convinzioni auto sabotanti che si sono create nel tempo a causa della difficoltà di esprimersi e di comunicare liberamente in determinati contesti, che non sono gli stessi per tutti.
Per molte persone, infatti, la balbuzie si manifesta in stati emotivi ad alto impatto e per questo può sembrare che sia collegata all’emotività, ma ricordiamo che altre persone possono, invece, manifestare balbuzie in contesti di totale rilassatezza: balbettare più frequentemente in casa con i genitori o con gli amici più cari e riuscire a controllarsi molto meglio all’esterno con persone sconosciute, quindi, non tutti reagiscono in maniera identica alle situazioni che vivono.

I percorsi di Psicodizione per la balbuzie nei bambini

Pur avendo compreso come non sia corretta la definizione di “balbuzie emotiva” nei bambini e neppure negli adulti, appare chiaro che la balbuzie è comunque un disturbo che impatta in maniera significativa sulla qualità della vita e sull’aspetto emotivo di chi ne soffre, per questo è molto importante intervenire. L’intervento tempestivo aumenta la probabilità di superare il disturbo: è stimato, infatti, che se si agisce entro i primi quindici mesi dall’insorgenza della balbuzie, le possibilità di un completo recupero sono molto elevate. In Psicodizione ci occupiamo di trattare la balbuzie con percorsi specifici sia per bambini in età prescolare, che per ragazzi in età scolare e adulti. Nel primo caso adottiamo un approccio nel quale vengono forniti ai genitori strumenti per aiutare attivamente il proprio figlio attraverso il gioco nel rimodellare i suoni, senza che lui abbia la percezione di essere corretto o senta il peso di un trattamento imposto. Gli psicologi e gli psicoterapeuti di Psicodizione, supportano i famigliari nell’interagire con il bambino nel modo corretto e nell’aiutarlo, così, a riallineare i suoni che sente affastellati nella sua mente. Per i ragazzi dopo i 6 anni e per gli adulti, il percorso interviene contemporaneamente sia sulla riabilitazione dell’aspetto meccanico dell’eloquio, fornendo strumenti per far tornare la persona causativa nel creare i propri suoni e portare a termine con soddisfazione ogni frase che pronuncia, che sull’aspetto emotivo, andando a modificare le considerazioni interne negative della persona, per creare abitudini nuove e sane che consentano di eliminare, così, la percezione del blocco di balbuzie e trasformare le emozioni da elementi limitanti a risorse. Oltre alla rieducazione sul controllo dei suoni che si creano, si pronunciano e che devono essere guidati fino all’altro, viene insegnato proprio ad usare l’emotività (che sia ansia, fretta o timore del giudizio) come una benzina da utilizzare e canalizzare nella nostra comunicazione.

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